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Perché ti manca il fiato dopo due onde

5 min di letturaFabio Lo Verde

Succede sempre più o meno allo stesso modo. Entri, remi verso il line-up, passi la prima serie e già ti accorgi che le braccia pesano. Prendi un'onda, torni fuori, e la seconda risalita costa il doppio della prima. Alla terza sei fermo, seduto sulla tavola, a guardare passare onde che avresti potuto prendere.

E la conclusione che tirano quasi tutti è: devo fare più cardio.

Il cardio generico non ti sta aiutando quanto pensi

Correre o pedalare costruisce una base che serve, ma la remata non assomiglia a nessuna delle due cose. Sei sdraiato sul petto, con la testa in estensione e le spalle che lavorano sopra la linea del busto, per un tempo lungo, mentre il resto del corpo deve solo restare fermo e stabile.

È una posizione che nella vita normale non assumi quasi mai, e che in palestra si allena raramente. Quindi puoi avere un buon fiato e comunque restare senza braccia dopo dieci minuti: non è il motore che manca, sono i muscoli che devono spingere quel motore in quella posizione lì.

Cosa cede per primo

Quasi sempre in quest'ordine:

  • le spalle, perché fanno il lavoro di spinta ripetuto migliaia di volte;
  • la parte alta della schiena, che deve tenere il busto sollevato — se molla, il tuo corpo affonda nella tavola e ogni bracciata diventa più corta;
  • il collo, che nessuno allena mai e che dopo un'ora in estensione si fa sentire;
  • la testa, per ultima: quando sei stanco inizi a scegliere le onde peggiori, e la frustrazione fa il resto.

Il dettaglio interessante è il secondo punto. Molti pensano di avere un problema di braccia quando in realtà hanno un problema di posizione: se non riesci a tenerti alto sulla tavola, remi con una leva peggiore, e a parità di forza avanzi di meno. Stanchi due volte più in fretta senza che il "fiato" c'entri.

Da dove si comincia

Non da un esercizio, ma da una domanda: cosa cede per primo nel tuo caso. Perché la risposta cambia il lavoro.

Se cede la posizione, si parte dalla capacità di stare in estensione e dalla mobilità della colonna toracica. Se cedono le spalle, servono resistenza specifica e un lavoro che regga il volume senza infiammare l'articolazione. Se cede la testa, va costruita la capacità di recuperare in fretta tra una serie e l'altra — perché la lucidità torna quando torna il respiro.

Dare lo stesso programma a tre persone che hanno tre problemi diversi aiuta al massimo una delle tre. È il motivo per cui una scheda trovata online, anche fatta bene, quasi mai sposta qualcosa: è scritta per un surfista medio che non esiste.

La cosa più utile che puoi fare adesso

Riprenditi in acqua. Basta il telefono appoggiato sulla riva, anche da lontano: dieci minuti di remata registrati dicono più di qualsiasi autodiagnosi.

Poi guarda il video con una domanda sola in testa: il mio busto resta alto per tutta la sessione, o dopo un po' mi appiattisco sulla tavola?

Quella risposta è già metà del lavoro.

Vuoi sapere cosa serve al tuo corpo, non a quello di tutti?